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25 APRILE – Alba e la festa della Liberazione: commenti fuori luogo

Gent.le direttore,

in occasione della festa della Liberazione, intorno al 25 aprile si sono sentite o lette espressioni tipo “festa divisiva”, “festa di vecchietti… sempre meno”, “derby fascisti/comunisti”, pronunciate a livello nazionale e rilanciate sui “social” da migliaia di account.

Anche a livello locale ad Alba non ci siamo fatti mancare niente:

– post per il 25 aprile di Carlotta Boffa: “Fare ciò che ami è libertà / amare ciò che fai è felicità – Il futuro di Alba è nelle nostre mani”;

– dal lungo post su Facebook del segretario locale della Lega: “Sono degni di festeggiare il 25 Aprile? (…) Gente che ripudia i confini e lo Stato nazionale è fascista come i fascisti del 45 che ci vendettero ai tedeschi”.

Proviamo a ragionarci su con un minimo di logica.

“Festa divisiva”: il 25 aprile è la festa della Liberazione, scritto maiuscolo. Liberazione attuata con grandi sacrifici di vite umane in una guerra degli Stati democratici contro gli Stati dittatoriali (il fascismo era una dittatura: avete mai provato ad andare a votare facendo la croce su schede trasparenti e in cui nel seggio venga registrato il vostro voto?). 80 milioni di morti vi sembrano pochi? Migliaia di ragazze e ragazzi furono uccisi combattendo? Certo che è una festa divisiva perché fu lotta di italiani contro tedeschi e di italiani contro italiani; se la logica non è quella del bullo, chi non festeggia la Liberazione è perché è dall’altra parte, dalla parte delle dittature, di ogni dittatura.

“Festa di vecchietti”: per fortuna i reduci sono “vecchi” perché se fossero “giovani” vorrebbe dire che le stragi sono recenti, di pochi anni fa, ed invece sono passati 74 anni senza più guerre, 74 anni di pace in cui ciascuno è stato “libero” di parlare, leggere, muoversi, guadagnare, amare e anche odiare senza rischi.

“Derby fascisti/comunisti”: la guerra fu una corsa di cavalli? Una partita stracittadina? Un herpes simplex (in piemontese il derbi è quella cosa lì)? Furono antifascisti i monarchici, i repubblicani, i liberali, gli azionisti, i cattolici, i socialisti e i comunisti, tanti e molto diversi tra loro. Per fortuna gli italiani hanno idee diverse anche ora, ma tutti devono essere rispettosi degli avvenimenti passati e dei loro protagonisti. Chi non rispetta i fatti abbia almeno il buon gusto di riconoscere che può farlo perché molti morirono in battaglia o furono fucilati o torturati dai nazi-fascisti.

Veniamo ai commentatori nostrani.

Amare ciò che fai è felicità? Chiediamolo alla famiglia Ambrogio (tre fratelli morti ammazzati) o alla famiglia Centro (un figlio di 15 anni torturato, fucilato e lasciato per due giorni sul ciglio della Statale 29), i cui figli amarono la libertà. Il futuro di Alba nelle mani della sua lista? Abbiamo già votato? Ha vinto la signora?

Italia venduta ai tedeschi nel 45? Lo sanno le fonti di informazione del segretario Lega che Hitler aveva un atteggiamento di rispetto per Mussolini perché riconosceva che era stato il suo maestro? Lo sanno che la maggior parte dei morti furono ad opera delle Brigate nere, tant’è vero che alla fine della guerra ad Alba furono fucilati per crimini di guerra dei comandanti di piazza “italiani”? E poi dare del fascista a chi ripudia i confini e lo Stato nazionale (perché non la Patria?) è un po’ come il bue che dà del cornuto all’asino.

La medaglia d’oro al valor “militare” alla nostra Città non fu assegnata per “il famoso palio degli asini corso per deridere gli astigiani assedianti”, ma per il ruolo che Alba e l’albese ebbero nella lotta di Liberazione: comunque vadano le elezioni, chi la amministrerà lo ricordi sempre.

Michele Cauda Volontario Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) Sezione di Alba

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