CHERASCO – La Biblioteca civica “Giovanni Battista Adriani” di Cherasco è una delle più antiche della provincia Granda. Nacque infatti agli inizi del ‘900 grazie alla ingente donazione fatta al Comune dall’Adriani (1823-1905), padre somasco, storico e grande erudito-collezionista. Libri antichi, pergamene, manoscritti, periodici e documenti relativi alla storia locale rappresentano il materiale lasciato dallo studioso ai suoi concittadini, insieme alle collezioni esposte nel museo di palazzo Gotti di Salerano. La Biblioteca ha sede nei locali al primo piano di palazzo Salomone e insieme all’Archivio storico (nel palazzo del Monte di Pietà) conserva le raccolte in carta e in pergamena. Da qualche tempo l’associazione Cherasco Cultura, che gestisce le strutture sulla base di una convenzione col Comune, ha avviato un lavoro di inventariazione elettronica dei circa 8mila volumi. Spiega Diego Lanzardo, presidente dell’associazione Cherasco Cultura e responsabile della Biblioteca storica: «Il progetto dal 2018 ha avuto un ulteriore sviluppo, grazie alla collaborazione con la Regione Piemonte la quale, attraverso il bando per la promozione della conservazione e della valorizzazione dei beni librari, ha finanziato l’inserimento nel database di Sbn (Servizio bibliotecario nazionale) di alcune centinaia dei volumi più antichi conservati a Cherasco».

A svolgere la catalogazione descrittiva in Sbn è stata Maria Schirripa, bibliotecaria specializzata nel libro antico, che sottolinea: «La “Adriani” presenta una ricca varietà di materie e argomenti, dallo storico al giuridico, al letterario, al religioso e che si compone di molte edizioni rare, alcune riccamente illustrate e comprende esemplari con legature di pregio e numerosi ex libris. Va inoltre sottolineata l’ampiezza cronologica del patrimonio della Biblioteca storica, che comprende edizioni dal XV al XIX secolo». Nel corso del lavoro sono così emersi alcuni volumi rari non ancora presenti nel Servizio bibliotecario nazionale. La catalogazione in Internet apre amplissime possibilità di ricerca: a esempio la rilevazione e l’indicizzazione delle provenienze dei volumi consentono la ricostruzione virtuale di antiche biblioteche disperse, sia personali sia istituzionali. Nei giorni scorsi la Regione Piemonte ha finanziato una nuova tranche di inserimenti nel database su Internet.

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