Ragazzi alla scoperta della vita di clausura

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La foto ricordo. Che ha concluso questa speciale mattinata

Uno degli appuntamenti più significativi per gli allievi della scuola Media “Dalla Chiesa” di Bra, quest’anno è stata è la visita al Monastero di Santa Chiara,.Vi hanno partecipato le classi 2ª C e 2ª E con gli allievi di religione cattolica e quelli appartenenti ad altre religioni.

La visita è iniziata con l’accoglienza di una sorella, messa a disposizione della scolaresca dalla  Madre Superiora, pronta a rispondere alle domande che gli allievi avevano preparato in aula. «La sorella – riferiscono – ha raccontato con molta gentilezza ed esaustività come si svolge la vita nel Monastero. La giornata inizia ufficialmente alle 5.45 ed è scandita dai 5 momenti di preghiera comunitaria. Dalle 14 alle 15 c’è un’ora di silenzio dove ogni suora si ritira per una meditazione privata e le più anziane si riposano. Spesso le religiose si svegliano anche durante la notte per leggere le letture, in tutte le ore rimanenti  della giornata lavorano per produrre manufatti che vendono e con il ricavato coprono le spese» del convento.

E’ una scelta di vita molto impegnativa, anche perché questo monastero prevede la clausura. L’edificio attuale che lo ospita è stato costruito nel 1894.E’ composto da un corridoio sul quale si affacciano 25 celle, il parlatorio, il refettorio, la cucina e alcuni locali di servizio; annessi un giardino, dove c’è un piccolo orto, e una bella chiesetta dedicata a S. Chiara. Il precedente Monastero, del 1633,  fu chiuso nel periodo napoleonico con la soppressione conventuale.

La visita si è conclusa con una foto ricordo e la consegna di un piccolo dono da parte delle clarisse alla scolaresca: le cialde che utilizzano per produrre le ostie. I ragazzi sono rimasti molto impressionati dalla vita che conducono le religiose e dai racconti sereni delle sorelle sulle loro esperienze prima di scegliere il convento. Certamente è stata una visita istruttiva per la conoscenza di vite diverse dall’ordinario che meritano rispetto e costituiscono punto di riflessione.