La tendenza per San Valentino 2020: in flessione le prenotazioni di “rose rosse” a favore di fiori stagionali.

La tendenza per San Valentino 2020: in flessione le prenotazioni di “rose rosse” a favore di fiori stagionali.

Una ricerca di Asproflor -associazione produttori Florovivaisti italiani-rileva una Dopo alcuni anni, dove il fiore e’ stato escluso per motivi “scenografici” dal  palco del  “festival della Città dei fiori”, quest’anno grazie all’impegno del Sindaco e dei colleghi floricoltori, i fiori hanno fatto bella mostra di sè sia sulla famosa scalinata che con  bellissimi mazzi confezionati con fiori e fronde  italiane. I fiori coltivati in Italia sono in aumento, Asproflor chiede maggiori tutele per la produzione nazionale.

Negli ultimi anni Asproflor, l’Associazione dei Produttori Florovivaisti italiani, che quest’anno festeggia i suoi quarant’anni di attività, e fino al 2018 ha organizzato il concorso nazionale Comuni Fioriti e dallo scorso anno promuove il “Marchio Nazionale di Qualità dell’Ambiente di vita Comune Fiorito”, ha rilevato in concomitanza della festività di San Valentino, una richiesta da parte di un pubblico sempre più ampio non della “solita” rosa rossa ma di fiori di stagione, prodotti in Italia, come primule, bulbose, azalee e orchidee, ed anche ranuncoli e anemoni. Questo cambiamento si è notato già a partire dal 2013, con una maggiore vendita dei fiori di stagione rispetto alle rose.

Di fatto “si nota una variazione sulle richieste-dichiara Renzo Marconi, presidente di Asproflor-da un nostro sondaggio effettuato presso i garden center e i punti vendita dei nostri associati, abbiamo evidenziato una riduzione delle prenotazioni di rose rosse, motivazione riconducibile  al costo troppo elevato poiché in questo periodo le rose arrivano dal Kenya o Peru’ tramite il mercato olandese”.

Asproflor- come organizzazione di produttori, chiede alle istituzioni europee e nazionali un impegno maggiore nella tutela del florovivaismo italiano, rispetto alle importazioni extra-europee che rischiano di danneggiare profondamente la produzione nazionale, anche perché il comparto florovivaistico è un comparto cruciale per il mercato italiano: 100 mila gli addetti impiegati in 27 mila aziende, per un fatturato di circa 2,5 miliardi di euro l’anno che rappresenta il 5,5 della PLV agricola –afferma ancora Marconi, che insieme al vice presidente dell’Associazione, Sergio Ferraro, ricordano che ad oggi l’Italia è tra i primi posti in Europa nella produzione di ranuncoli e anemoni oltre alle piante da giardino e le piante mediterranee, e per tale motivo invitano i consumatori ad acquistare prodotti di stagione e italiani.

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