Furti seriali nelle slot-machine: tre fermi a Cuneo

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Oggetti e monete sequestrati. Dai carabinieri che hanno diffuso questa immagine insieme al comunicato

Riceviamo dal Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri

e volentieri pubblichiamo.

Nelle scorse settimane, i Carabinieri del Nucleo Investigativo e del Nucleo Operativo della Compagnia di Cuneo hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti di nazionalità rumena, S. V., di anni 34, F. V. S., di anni 42, e M. V. F., di anni 33, ritenuti responsabili del reato di furto aggravato continuato in concorso in danno di numerosi esercizi pubblici situati nella provincia di Cuneo e in altre regioni del Nord Italia.

Le indagini hanno avuto inizio a seguito di un furto consumato ai danni di un bar sito in Busca nel mese di ottobre 2017, allorquando i tre soggetti si erano abilmente impossessati dell’incasso contenuto all’interno di alcune video-slot installate all’interno del locale senza operare alcun segno di effrazione, allontanandosi poi in modo indisturbato. Solo alcuni giorni dopo, all’esito della verifica effettuata dal titolare dell’esercizio commerciale sugli incassi registrati dagli apparecchi elettronici, veniva in evidenza l’ammanco consistente di denaro contante per una cifra pari a circa 5.000 euro.

Le attività investigative consentivano quindi di acclarare con precisione che la suddetta “batteria” di soggetti di nazionalità rumena aveva agito proprio in quel bar e in tanti altri esercizi commerciali ubicati in varie regioni di tutto il nord Italia, più in particolare in tutto il Piemonte, la Valle d’Aosta, la Lombardia e il Veneto e che gli stessi avevano ogni volta fatto ingresso nel territorio nazionale al solo preciso scopo di depredare gli incassi degli apparati elettronici installati all’interno di vari esercizi pubblici, prediligendo quelli con sala giochi separata dalla sala di mescita per potersi sottrarre in qualche modo allo sguardo diretto ed immediato di eventuali altri clienti o del personale interno.

Scelto l’obiettivo, i tre rumeni, di solito, simulando di giocare con le video-slot, ne depredavano i relativi incassi aprendoli con l’ausilio di chiavi alterate e grimaldelli, senza lasciare segni di scasso o forzatura, lasciando subito dopo con atteggiamento disinvolto il locale.

Il sodalizio veniva fermato nella flagranza del reato, grazie all’ausilio di indagini tecniche e costanti servizi di osservazione e pedinamento degli indiziati, lo scorso 5 febbraio 2018 in Cesano Maderno (Mb), a seguito dell’ennesimo furto commesso in danno di un esercizio pubblico del luogo; nell’occasione i tre stranieri venivano trovati in possesso della refurtiva (monete per circa 2.000 euro) appena sottratta, diverse chiavi false e grimaldelli. I furti messi a segno, considerata la notevole abilità nell’apertura delle macchinette, violate senza lasciare segni di effrazione ed utilizzando un particolare modus operandi che prevedeva anche l’impiego di un complice con funzione di “palo”, difficilmente venivano scoperti a breve termine dai gestori degli esercizi pubblici e quindi denunciati alle competenti forze di polizia. Le difficoltà più evidenti per gli investigatori sono state pertanto proprio quelle di riuscire a datare i singoli episodi di sottrazione del denaro presso i vari esercizi commerciali  e ad attribuirli al gruppo criminale individuato.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cuneo nella persona del pubblico ministero titolare, dott.ssa Elisa Calanducci, hanno consentito di conseguire complessivamente i seguenti risultati:

– individuazione, identificazione, fermo e applicazione di ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre uomini di nazionalità romena, dediti alla sistematica sottrazione degli incassi delle video-slot installate nei locali di varie regioni del Nord Italia;

– perquisizioni in due appartamenti di Torino utilizzati dai tre uomini come basi logistiche durante le loro permanenze nel territorio italiano, con sequestro di denaro contante ed altro materiale di rilevanza investigativa (chiavi alterate, grimaldelli, autovetture);

– l’attribuzione, sino ad oggi, di un bottino di più di 40.000 euro complessivi, provento dei furti al momento a loro riconducibili.   

Al momento sono ancora in corso accertamenti investigativi volti ad individuare, in tutta la penisola, altri casi di sottrazione di denaro avvenuti con il medesimo modus operandi.