Anziana morì dopo rapina in casa a Bra: verso pene leggere gli imputati

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La vittima. Mariangela Prandi, aveva 84 anni

Hanno chiesto la concessione del rito abbreviato, che in caso di condanna permetterebbe di abbuonare ai loro assistiti un terzo della pena, i difensori di Dorian Gjoka (23 anni) e Zef Ndreca (26): entrambi albanesi sono a processo ad Asti per la rapina che si concluse in tragedia il 21 giugno 2015 a Crociera Burdina, frazione Pollenzo di Bra. Qui, in uno stabile all’incrocio tra la provinciale e la statale 231, abitava da sola Mariangela Prandi, 84 anni. I malviventi la legarono a una sedia dopo essere riusciti a entrare in casa con una scusa. Forse alla ricerca dei proventi di una vincita al gioco che l’anziana aveva avuto di recente, fuggirono con un misero bottino, qualche euro e un vecchio telefono cellulare. La donna riuscì a liberarsi e, nel scendere le scale per chiedere aiuto, cadde: l’impatto della testa su un gradino le fu fatale. Ad accorgersi di cosa era successo fu, ore dopo, una vicina.

La settimana scorsa il pubblico ministero del Tribunale, Donatella Masia, ha chiesto al giudice Federico Belli di condannare entrambi questi albanesi a 9 anni di carcere. Gli altri componenti della banda, che a quanto pare fecero da “basisti” del colpo, sono stati indicati dagli inquirenti in Giuseppe Annaccarato, 35 anni, originario della Calabria ma residente a Bra, e Cristiano Quaglia, 39enne di Canale. Per loro la pubblica accusa ha proposto rispettivamente 5 anni e 6 mesi e 4 anni e 2 mesi di carcere. Tutti (il Gjoka è già detenuto a Roma per precedenti) devono rispondere di “morte in conseguenza di altro reato”. Di furto e ricettazione, siccome avrebbe utilizzato la vettura della banda, è invece imputato il quinto uomo fermato dai carabinieri mesi dopo la tragedia nell’operazione “Roero sicuro”: si tratta di Pashk Pjetri, 27 anni, pure lui albanese, già residente in Veneto.