Alba, Corso Piave, un tuffo nel passato alla ricerca di una nuova identità

Alba, Corso Piave, un tuffo nel passato alla ricerca di una nuova identità

ALBA – “Viva corso Piave”, il gruppo spontaneo che punta alla valorizzazione del corso e del quartiere, sta lavorando al primo progetto del 2020. «Siamo ancora convinti – spiega Saverio Giuliano – che per dare impulso al corso sia necessario partire dalla riscoperta della propria identità. Che la zona, nell’attuale assetto urbanistico, ha del tutto smarrito».

Il corso infatti pur mostrando alcuni – per ora timidi – segni di ripresa, espone ancora troppi cartelli di attività in cerca di rilancio. Se è vero che le vetrine ex “Reds” sembrano finalmente celare le premesse di una nuova apertura, è pur vero che sta ammainando bandiera la profumeria “Modus” che punterà tutto sulla sede di via Vittorio Emanuele. Qualche nuova attività ha scelto il corso, ma sono ancora molti gli spazi in cerca di rivincita. «E’ doveroso – sottolinea Saverio Giuliano – che corso Piave recuperi il ruolo di polo commerciale di vicinato. Per fare questo abbiamo bisogno anche del supporto dell’Amministrazione e dell’Associazione dei commercianti, del Comitato di quartiere e – per questa nuova iniziativa – della buona volontà dei residenti. Tutti insieme potremo fare molto per questa zona della città».

Cosa bolle nella pentola di “Viva corso Piave”? «L’idea è quella di recuperare fotografie, alcune si trovano sulle pubblicazioni della Famija Albeisa, capaci di raccontare il volto d’antan di corso Piave. Come mostrano le immagini di quello che un tempo era “corso Barolo”, il paesaggio urbano era completamente diverso e interessante. C’era la filovia elettrificata per le Langhe, la Caserma Govone, la distilleria Bergia, la fornaci del “Borgo del fumo”. La nostra idea è quella di ricavare delle stampe molto grandi che saranno e­sposte lungo il corso grazie a sostegni analoghi a quelli dedicati agli spazi pubblicitari. La mostra – nelle nostre intenzioni – non sarà una semplice operazione nostalgia quanto piuttosto un percorso che consenta ai più anziani di spiegare ai giovani i cambiamenti avvenuti nel quartiere.

Sarà anche un modo per portare le persone sul corso e consentire maggiore animazione e socializzazione». Potete contare sull’appoggio di qualcuno che condivida questa iniziativa? «Presenteremo l’iniziativa alla consigliera comunale Ylenia Cane, residente nel quartiere, chiederemo a Famija Albeisa di aiutarci in questa ricerca e l’idea piace ad un’importante agenzia di pubblicità. Ovviamente sarà determinante la condivisione da parte del Comitato di quartiere e l’aiuto dei residenti che condividono l’o­biettivo di rimettere in moto corso Piave». Un sogno nel cassetto? «In realtà ne abbiamo due – chiude Saverio Giuliano -: avere tutto pronto per la festa di maggio e… riuscire a “camuffare” in modo adeguato il punto più critico del corso: il rudere della costruzione iniziata e demolita di fronte ad “Alba verde”».

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