A Bra un gesto di solidarietà si fa spazio tra gli egoismi della società moderna

A Bra un gesto di solidarietà si fa spazio tra gli egoismi della società moderna

BRA – In un periodo di crescenti critiche sull’aumento dell’egoismo e dell’ ineducazione nel tempo presente, voglio segnalare un esempio opposto. Domenica 13 gennaio, alla fine della messa delle 17,30 nel Santuario braidese, sono caduta per non aver visto uno dei due gradini che circondano l’altare maggiore. Mentre provavo un dolore terribile, da lasciarmi senza fiato, mi sono ritrovata attorniata in modo rispettoso da tanti fedeli. Invece di tornare a casa in fretta, data l’ora che precedeva la cena, si occupavano di me. Chi ha pensato ad avvertire la mia famiglia, chi ha provveduto a chiamare l’ambulanza, chi mi ha soccorso con gentilezza, rispetto e professionalità. Al signor Angelo Meraldi e ad un altro soccorritore di cui non conosco l’identità va il mio sentito grazie. In particolare, è smisurata la mia gratitudine per questa persona, un volontario della Croce Rossa che, in ginocchio per più di trenta minuti sul freddo pavimento, mi ha tenuto tra le mani la testa e il torace sollevati, mentre mi tranquillizzava pacatamente a bassa voce. Mi informava che sapeva cosa fare, che era stata chiamata l’ambulanza e che sarebbe arrivata di lì a poco, come in effetti è avvenuto.

Grazie a quanti mi hanno incoraggiata o si sono preoccupati di darmi un aiuto generoso, unito ad un sorriso rassicurante. Grazie al personale in servizio sull’ambulanza, in pronto soccorso, in radiologia, nel reparto di chirirurgia.  Agli amici, tanti e preziosi.
Mentre sono ricoverata nell’ Ospedale Santo Spirito, mi auguro, insieme ai residenti della mia zona, di non restare senza un presidio sanitario cittadino e di vedere quanto prima la realizzazione della struttura di Verduno, intelligentemente raggiungibile,  efficiente e umana, come il seppur piccolo nosocomio braidese.

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